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AGI China 24

Marcegaglia approda in Cina

Oltreconfine. Investimento di 150 milioni per uno stabilimento da 714 mila
metri quadri che occuperà 500 addetti

 

Sarà inaugurato martedì prossimo il primo stabilimento del gruppo Marcegaglia in Cina, a Yangzhou.
Il nuovo insediamento industriale del gruppo metalsiderurgico mantovano, che si estende su 714mila metri quadrati di superficie complessiva, occuperà a pieno regime circa 500 addetti e produrrà ogni anno oltre 400mila tonnellate di tubi in acciaio inossidabile e al carbonio di alta qualità per un fatturato
complessivo di 500 milioni a fronte di un investimento iniziale di 150 milioni.

Antonio Marcegaglia«Lo stabilimento di Yangzhou – ha spiegato Antonio Marcegaglia, amministratore
delegato (con la sorella Emma che è anche presidente di Confindustria) del gruppo di famiglia presieduto dal padre Steno – è molto importante per il mercato, per la tecnologia e i tempi in cui è stato realizzato.

Ma ciò che è più importante è che fa parte di un programma di internazionalizzazione e di investimenti all'estero più ampio che abbiamo avviato prima del 2008 e che abbiamo portato avanti nonostante la crisi degli anni scorsi. Oggi quegli investimenti stanno arrivando a compimento».

L'impianto, «il più grande mai realizzato dal nostro gruppo partendo
da zero» è stato costruito in meno di due anni e, spiega la società, è il più
importante investimento di un'impresa italiana in Cina negli ultimi 10 anni.


Impiegherà un anno per andare a regime, quando produrrà 200mila tonnellate di saldati, 100mila di trafilati a freddo, 70mila di inox e 30mila di tubi di refrigerazione e altri destinati all'automotive, all'energia, alla meccanica di precisione e all'idraulica.
La produzione è destinata per il 60% all'industria manifatturiera cinese, il resto sarà esportato in altri mercati del Far East. Il personale è attualmente di 176 addetti, che saliranno a oltre 390 a fine 2011 per superare le 500 unità a regime. «L'idea di una jv in Cina era già stata presa in considerazione nel '95, ma non si era concretizzata.

Il progetto – spiega l'a.d. – è stato rispolverato nel 2007 anche su sollecitazione di diversi clienti che servivamo dall'Italia. Abbiamo voluto dargli una prospettiva di lungo respiro». Il programma di crescita prevede investimenti per circa un miliardo di euro, come spiega Antonio Marcegaglia, e riguarda anche l'Italia. Oltre alla Cina, il piano ha portato al raddoppio della capacità produttiva in Brasile (dove il gruppo operava dal 2000), un nuovo insediamento in Polonia, la produzione di tubi speciali in Russia e altre iniziative negli Usa e nel Regno Unito. «Ma più del 60% del piano quadriennale di investimenti è destinato a sviluppare le attività italiane».

Oggi è realizzato in Italia il 90% della produzione metal-siderurgica del gruppo fondato nel 1959 da
Steno Marcegaglia. «Con il piano di crescita la quota estera è destinata a passare dal 10 al 20% – spiega –
ma questo non significa una riduzione delle attività italiane che, anzi, in termini assoluti stanno aumentando». Il processo di internazionalizzazione, infatti, porterà anche un aumento delle esportazioni dall'Italia, dal 50% attuale al 60-65% a fine periodo. Il gruppo Marcegaglia ha raggiunto nel 2010 un fatturato di 3,750 miliardi, «circa 10 punti percentuali in meno rispetto ai livelli precrisi» anche se in volumi il recupero è stato più ampio. «Grazie al piano di investimenti e con la conquista di quote di mercato il 2011 dovrebbe portare il fatturato a 4,7 miliardi». Nel 2013 è previsto un ulteriore salto a 6 miliardi

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source: AGI China 24




 
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